COS’E’ WHISTLEBLOWING ?

E’ uno strumento di derivazione anglosassone attraverso il quale i dipendenti di una organizzazione, pubblica o privata, segnalano a specifici individui una possibile frode, un reato, un illecito o qualunque condotta irregolare, commessa da soggetti appartenenti alla medesima realtà aziendale. I dipendenti, infatti, molto spesso sono i primi a venire a conoscenza di eventuali situazioni di rischio e, pertanto, sono anche i primi in grado di segnalarle tempestivamente all’organizzazione, prima che possano realizzarsi danni veri e propri. Grazie a questo istituto i dipendenti diventano delle figure di riferimento molto importanti nella prevenzione e nel contrasto di eventuali illeciti.

CHI PUO’ SEGNALARE IL REATO?

Qualsiasi soggetto svolga un determinato compito o funzione all’interno dell’azienda e sia stato testimone di un illecito o di un’irregolarità sul luogo lavoro. Può trattarsi ad esempio dei dipendenti, dei dirigenti, degli amministratori, dei collaboratori.

COSA DEVO SEGNALARE QUINDI?

La segnalazione deve avere ad oggetto il ragionevole e legittimo sospetto o la consapevolezza di comportamenti illeciti o irregolarità, commessi da dipendenti o rappresentanti dell’organizzazione, che possano recare un danno anche solo di immagine all’organizzazione stessa nonché a terzi. Il segnalante agisce a tutela di un interesse non personale, in quanto il fatto segnalato, solitamente, attiene a pericoli o rischi che minacciano l’organizzazione nel suo complesso, altri dipendenti, i terzi, i soci o anche, in via più generale, la collettività. La segnalazione deve essere circostanziata, fondate su elementi di fatto precisi e concordanti e riguardanti condotte illecite rilevanti ai sensi del  d. lgs. 231/2001, che qui vengono elencate in forma semplificata per una facile comprensione:

– condotte che consentono di ricevere dallo Stato, o da altro ente pubblico, denaro e/o fondi non dovuti, tramite raggiri o falsificazione di documenti;

– abuso della tecnologia informatica sia hardware che software all’interno dell’azienda al fine di accedere alla casella di posta altrui, oppure entrare, mirano a

– abuso o errato utilizzo dei dati reperibili all’interno dei sistemi informatici dell’azienda ed errato uso della firma elettronica dell’azienda;

– danneggiamento dei sistemi e dati informatici dell’azienda;

– attività con associazioni di stampo mafioso;

– sequestro di persona allo scopo di estorcere denaro o altra beneficio;

– offerta o premessa di denaro o altri benefici ad un pubblico ufficiale per ottenere denaro o utilità non dovuti;

– falsificazione di monete, carte di credito, valori bollati e documenti di riconoscimento;

– utilizzo di violenza, minacce, raggiri e compimento di atti illeciti al fine di modificare il corretto e normale svolgimento dell’industria e del commercio;

– false comunicazioni sociali, falso in prospetto, falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione, impedito controllo, formazione fittizia del capitale, indebita restituzione dei conferimenti, illegale ripartizione degli utili e delle riserve, illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante, operazioni in pregiudizio dei creditori, indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori, illecita influenza sull ́assemblea, aggiotaggio, omessa comunicazione del conflitto d ́interessi, ostacolo all ́esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, corruzione tra privati;

– attività con finalità di terrorismo o di destabilizzazione dell’ordine pubblico;

– pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili;

– riduzione o mantenimento in schiavitù o servitù, prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione e/o realizzazione di materiale di pornografia minorile, traffico di persone;

– reclutamento di manodopera mediante violenza e/o minaccia;

– abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato;

– omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro;

– acquisto da parte di beni illecitamente sottratti a un terzo o, più in generale, l’acquisto di beni derivanti da un crimine di qualsivoglia entità e natura;

– operazioni mirate a dare una parvenza lecita a capitali la cui provenienza è in realtà illecita;

– violazione del diritto d’autore;

– indurre un altro soggetto, con violenza o minaccia, a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni false all’autorità giudiziaria;

– reati ambientale (ad es. inquinamento ambientale, Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione o commercializzazione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette o in via di estinzione, Distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto, attività di gestione di rifiuti non autorizzata);

– impiego di cittadini stranieri senza permesso o con permesso irregolare;

– atti di discriminazione razziale.

Attenzione però:

          1. le segnalazioni non devono essere fatte per intenti meramente opportunistici o con il solo scopo di danneggiare il denunciato o altri soggetti (resta infatti impregiudicata la responsabilità penale e disciplinare del segnalante nell’ipotesi di segnalazione calunniosa o diffamatoria ai sensi del codice penale e dell’art. 2043 codice civile);
          1. il segnalante non può abusare della procedura per ottenere meri vantaggi personali;
          1. non possono costituire oggetto di segnalazione “le voci di corridoio” o i “sentito dire”, diversamente si finirebbe per agevolare qualsiasi forma di accusa, anche quelle più immotivate, impedendo una valida difesa all’incolpato;
        1. le doglianze di carattere personale del segnalante o sue rivendicazioni/istanze nei confronti di un altro lavoratore (il whistleblowing, infatti,  non può e non deve servire per risolvere i conflitti privati tra colleghi). 

COME DEVO PROCEDERE?

Per prima cosa, leggere bene il testo di legge e l’informativa, dopo di che, scaricare il modulo presente in fondo a questa pagina (Chiamato Modulo Whistleblowing) e compilarlo a mano in ogni sua parte. A questo punto scannerizzare e inviare attraverso il proprio software o client di posta elettronica in formato PDF come allegato all’ indirizzo e-mail indicato sempre a fondo pagina (whistleblowing@proplastek.com).

Oppure posso:

          • segnalare apertamente un problema senza limiti legati alla mia riservatezza;
          • decidere di firmare la segnalazione, ma l’organizzazione s’impegna a trattare la stessa in maniera assolutamente riservata senza rivelare la mia identità se non dietro mio esplicito consenso;
        • rimanere totalmente anonimo, in quanto le mie generalità non sono esplicitate né sono altrimenti individuabili.

I nomi di segnalante e segnalato, pertanto, non devono essere rivelati senza il loro consenso – a meno che non sia la legge a richiederlo espressamente – al fine di proteggere tali soggetti da possibili speculazioni e ritorsioni da parte dei colleghi o dei superiori.

COME FACCIO A SAPERE CHE LA MIA SEGNALAZIONE E’ STATA RICEVUTA?

Il destinatario responsabile della ricezione della segnalazione fornirà un feedback al segnalante in merito alla gestione della segnalazione.

Il segnalante può chiedere un aggiornamento o un riscontro in merito alla propria segnalazione (può per esempio informarsi se la verifica si è conclusa), ma anche fornire ulteriori informazioni nel caso in cui il fatto oggetto di segnalazione sia proseguito, interrotto, o addirittura aggravato.

PERCHE’ DOVREI SEGNALARE LE CONDOTTE ILLECITE?

Per spirito etico, di giustizia, ma soprattutto per evitare problematiche più gravi a carico della mia azienda a danno mio e di tutti gli altri lavoratori.

COSA RISCHIO?

Nulla! Sul luogo di lavoro è importante creare un clima aperto, sicuro e trasparente, in cui i lavoratori possano segnalare eventuali problematiche senza essere visti con sospetto e senza subire ritorsioni: proprio per questo è prevista la possibilità di effettuare la segnalazione in forma anonima.

I nomi di segnalante e segnalato, pertanto, non devono essere rivelati senza il loro consenso – a meno che non sia la legge a richiederlo espressamente – al fine di proteggere tali soggetti da possibili speculazioni e ritorsioni da parte dei colleghi o dei superiori.

Il lavoratore che effettuerà la segnalazione verrà protetto da qualsiasi azione discriminatoria e ritorsiva, quali ad esempio il demansionamento, il mobbing, il licenziamento, molestie sul luogo di lavoro da parte dei colleghi, trasferimento ingiustificato e/o qualsiasi altro tipo di comportamento che determini condizioni di lavoro intollerabili.